IL CASTIGO DI UNA PICCOLA VACCA – capitolo 1

Nella sua vita, mio marito Bruno ha seguito un principio che non ha mai violato: da quando mi ha sposato. le sue ex fidanzate, amanti, amiche sono un tabù per lui. Eppure, una volta, gli è successo di dimenticare questo principio. Forse non è stata tutta colpa sua, ma oggi, per vigliaccheria, lui stesso vive nel peccato. 
La sua nuova segretaria era molto bella e, come presto avrei capito, molto sensuale e impegnata nel suo lavoro con lui. Spesso stavano in ufficio fino a tardi. Io ero impegnata coi nostri due figli, ma una sera ho lasciato i bambini con la baby sitter e mi sono intrufolata di nascosto nell'ufficio del suo capo, adiacente al suo, e mi sono messa a origliare.
Non è passato un minuto e ho sentito dei passi: 
- Ciao, sei già qui? 
Bruno si è alzato in piedi e l'ha abbracciata. 
- Hai cambiato il tuo profumo? 
- Si sente?
Lei non ha risposto, ma dai rumori ho capito che gli ha aperto la cerniera dei pantaloni, l'ha stretto nella mano e ha iniziato a menargli il cazzo.
Come lui, voleva scaricare l'ansia il prima possibile. Non c'era tempo da perdere. Ha slacciato la gonna e le mutande.
- Vieni, mettiamoci sul tappeto...
Si è premurosamente sdraiata e ha aperto le gambe.
- Tesoro, ce l'hai duro come un ragazzo di vent'anni...
Ha allargato la vulva con le dita e se lo è piazzato davanti alla fica. Ascoltavo i loro sospiri e, conoscendolo, non potevo sbagliarmi. L'ha infilato dentro e l'ha spinto fino in fondo a quella vagina più che desiderosa. 
Lei ha gemuto come una giovane vacca, regalandogli tutta la sua passione. Sembrava molto, molto eccitata. Le sue immonde secrezioni annullavano quasi l'attrito tra il tappeto e le pareti della fica,
Non sono passati dieci minuti e i loro orgasmi si sono apparentemente fusi come in un idillio.
Lui, romantico, le ha detto sussurrando: 
- Sei la donna della mia vita... ma adesso devo tornare a casa. Perdonami...
Ha aperto la porta per andarsene, ma lei l'ha afferrato per un braccio e l'ha tirato dentro .
- Andiamo... Ti voglio ancora... Montami ancora! 
Gridava, perciò mio marito ha finto un terribile mal di testa, però l'ha assecondata. 

CONTINUA

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